Curare la carie senza l’uso del trapano

elettromiografia muscoli masticatori
Elettromiografia dei muscoli masticatori: cos’è, quando e perché farla
1 Novembre 2020
Dal dentista ai tempi del Covid-19
Il fluoro: pietra miliare nella prevenzione della carie
1 Novembre 2020

Le carie interprossimali, quelle cioè che si sviluppano nel punto di contatto dei denti, sono tra le più frequenti e insidiose. Insidiose per due motivi: il primo è che non sono visibili se non quando già molto sviluppate, e per questo motivo vengono anche definite carie occulte. Per intercettarle precocemente si deve ricorrere all’indagine radiografica, attraverso l’esecuzione di speciali radiografie che si chiamano bite wings.
Il secondo motivo è che per curarle nel modo tradizionale occorre sacrificare una grande quantità di tessuto dentale sano.

Oggi la ricerca in campo odontoiatrico ci ha messo a disposizione uno strumento molto prezioso che ci permette di curare lesioni cariose interprossimali diagnosticate precocemente, senza ricorrere all’uso del trapano, e quindi senza dover abbattere preziose porzioni di dente sano.

La prima condizione indispensabile è la diagnosi precoce, in quanto il trattamento innovativo di cui stiamo parlando è possibile solo quando la carie è allo stadio iniziale.
Quando ci troviamo in queste condizioni il trattamento, che è base di una resina fluida, arresta la carie allo stadio iniziale senza ricorrere al trapano.
La resina altamente fluida applicata sulla lesione penetra per capillarità nelle porosità dello smalto demineralizzato, arrestando la demineralizzazione e ripristinando il colore naturale del dente. Così viene bloccata la penetrazione degli acidi cariogeni e la carie iniziale può essere arrestata senza ricorrere al trapano e all’anestesia.
Questo trattamento può essere utilizzato anche per eliminare quelle antiestetiche macchie bianche che spesso rovinano lo smalto dei denti. Queste macchie bianche, dette white spot, sono aree circoscritte di smalto che assumono una colorazione bianco latte. Possono avere origini diverse, ma hanno tutte in comune il fatto di essere aree di demineralizzazione dello smalto. Il loro aspetto è dovuto all’aria e all’acqua che, intrappolate nelle porosità dello smalto, hanno un indice di rifrazione della luce più basso rispetto a quello di un dente sano. La resina di cui stiamo parlando penetrando nelle porosità, riequilibra queste differenze nella rifrazione e allinea otticamente la parte demineralizzata infiltrata al resto della superficie dello smalto del dente, eliminando la macchia bianca.

A cura della Dott.ssa Daniela Uglietti | Specializzata in Patologia Orale

Per informazioni contattare lo Studio Dentistico Uglietti di Varese al +39 0332285639 o inviare una e-mail a info@studiodentisticouglietti.it oppure lasciare un messaggio tramite il form di richiesta informazioni.
Per prenotare una visita telefonare al +39 0332285639.

Popup Covid-19